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Le piante invasive possono creare cambiamenti ecologici positivi‭

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Lonicera spp Lonicera spp ‬foto‭ © ‬David Hawgood

Le invasioni biologiche rappresentano una delle minacce più gravi alla biodiversità globale.

E‭' ‬stata anche stilata una lista delle piante più invasive al mondo.‭ ‬

Tuttavia esistono invasioni in grado di creare positive relazioni ecologiche e di mutuo servizio,‭ ‬il che a volte può portare a nuove sfide e riflessioni sugli sforzi di conservazione.
Un esempio calzante è l'invasione di piante esotiche che formano,‭ ‬con uccelli frugiferi nativi,‭ ‬mutualismo‭ (‬un termine che descrive come due o più specie interagiscano beneficiando reciprocamente gli uni degli altri‭)‬.

Gli studiosi‭  ‬americani Jason M.‭ ‬Gleditsch,‭ ‬e‭  ‬Tomás A.‭ ‬Carlo si sono chiesti:
‭"‬A volte facciamo più male che bene quando sradichiamo piante che,‭ ‬pur essendo di recente introduzione,‭ ‬hanno formato relazioni positive con gli animali nativi‭?"‬.

Per essere considerata invasiva,‭ ‬una specie di pianta deve essere stata introdotta dagli esseri umani,‭ ‬e deve essere numericamente dominante nel nuovo contesto.‭
Così hanno esaminato la correlazione durante l'autunno tra una ben consolidata specie fruttifera invasiva,‭ ‬il caprifoglio‭ (‬Lonicera spp.‭)‬,‭ ‬e le comunità di uccelli della Pennsylvania centrale‭ (‬USA‭) ‬in un paesaggio vario che comprende terre boschive urbane ed agricole.

L'abbondanza di uccelli ha mostrato una forte associazione positiva con i frutti della lonicera.
La popolazione degli uccelli frugivori è attualmente in quelle zone in funzione delle risorse di lonicera e tali scienziati sostengono che le misure di controllo per questa pianta,‭ ‬considerata invadente,‭ ‬dovrebbero tenere conto degli effetti negativi che la perdita di questa risorsa di frutti potrebbe avere sugli uccelli nativi.

Il team ha testato anche l'influenza del caprifoglio,‭ ‬non solo sugli uccelli,‭ ‬ma anche su un'altra specie di pianta autoctona da frutto.‭ ‬Gli scienziati hanno scelto il Solanum americanum perché è nativo e comune nella regione della loro ricerca,‭ ‬è facile da manipolare sperimentalmente,‭ ‬ed i suoi frutti sono mangiati‭ ‬-‭ ‬e quindi dispersi‭ ‬-‭ ‬dagli uccelli nativi,‭ ‬e l'hanno osservata presente in entrambe le aree:‭ ‬zone ad alta densità di caprifoglio e zone senza caprifoglio.
Solanum americanum, foto‭ © ‬T. Low

Solanum americanum, foto‭ © ‬T. Low

Nella zona in cui caprifoglio cresceva in abbondanza,‭ ‬il tasso di rimozione dei frutti del solanum era il‭ ‬30%‭ ‬in più nelle zone ad alta densità di lonicera rispetto ad un sito a bassa densità.‭ ‬Nella zona ricca di caprifoglio,‭ ‬gli uccelli erano presenti in abbondanza ed hanno permesso al solanum di ricevere più servizi di dispersione dei semi-‭ ‬un processo ecologico comune conosciuto come‭ ''‬facilitazione‭''‬.‭ ‬Le piante di nuova introduzione sono facilitate dal successo del caprifoglio,‭ ‬in quanto gli uccelli mangiatori di frutta di solito si nutrono di una grande varietà‭ ‬-‭ ‬qualunque cosa sia disponibile per loro.‭ ‬Gli uccelli stessi che mangiano il caprifoglio hanno anche mangiato i frutti di belladonna americana,‭ ‬disperdendone i semi.‭ ‬E‭' ‬una vittoria per tutti e tre:‭ ‬uccelli,‭ ‬lonicera e solanum.

In questa zona della Pennsylvania ci sono ora da tre a quattro volte più uccelli frugivori di‭ ‬30‭ ‬anni fa,‭ ‬come pettirossi e passeriformi,‭ ‬soprattutto nei paesaggi ad alta densità umana.‭ ‬Così si dovrebbe concludere che,‭ ‬mentre alcune piante invasive introdotte dall'uomo sono decisamente problematiche,‭ ‬altre potrebbero servire a ripristinare l'equilibrio ecologico,‭ ‬fornendo risorse alimentari essenziali per uccelli autoctoni che popolano le zone dense di esseri umani.‭ ‬Le specie invasive possono occupare nicchie di ecosistemi degradati e contribuire a ripristinare la biodiversità originaria in un modo economico e auto-organizzato che richiede poco o nessun intervento umano.

‭ ‬Quando si tenta di sradicare una pianta invasiva da un ecosistema particolare,‭ ‬potrebbe anche essere uno spreco di tempo e di tasse‭; ‬le specie poi spesso finiscono per ricrescere comunque.‭ ‬La natura è in un costante stato di flusso,‭ ‬sempre in movimento e ripristino cosicchè le eventuali relazioni tra le specie che si creano,‭ ‬non sono cattive solo perché sono nuove o non sono create dagli esseri umani.

Si spera che questa come altre ricerche,‭ ‬mettendo ancora una volta l'accento sul rispetto per la natura ed i suoi segreti meccanismi,‭ ‬possano influenzare il modo in cui i gestori di risorse ambientali gestiscono la manutenzione dei nostri ecosistemi.

Pensiamo ancora una volta a come le idee dominanti non sempre siano le migliori e le più giuste...

‭ ‬Dobbiamo essere più attenti a sparare prima e fare domande dopo‭ ‬-‭ ‬assumendo il fatto che le specie introdotte esotiche siano intrinsecamente pericolose.‭ ‬Stiamo rispondendo alle minacce reali alla natura o solo ad una nostra percezione culturale ed a pregiudizi scientifici‭?

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