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Le jardin suspendu, ovvero come trasformare un balcone in un giardino

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Il giardino roccioso Il giardino roccioso Foto © Mex Bruatto

 Alcuni anni orsono, per questioni lavorative mi trovai coinvolto nella realizzazione di un giardino pensile sul tetto piano di una palazzina industriale di nuova costruzione.

Mica una robetta: 2000 mq di tetto piano che, con l’ausilio delle giuste tecnologie, sarebbe diventato uno spazio verde fruibile.

Le “giuste tecnologie” consistono nel posizionamento di una serie di strati drenanti e filtranti ricoperti di terriccio adeguato, sicché anche con spessori di substrato di soli 15-20 cm diventa possibile realizzare un’area ricoperta da tappeto erboso ed abbellita da perenni e piccoli arbusti.

Quella del verde pensile è una delle nuove frontiere nella progettazione del verde: la possibilità di avere tetti e solette, piani o inclinati, ricoperti di vegetazione è una sfida che, se vinta e risolta, riverbera sull’ambiente circostante una lunga serie di vantaggi. Chi fosse interessato all’argomento può visitare il sito dell’Associazione Italiana Verde Pensile.

Ma torniamo a noi. Durante la realizzazione di quest’opera mi sorse spontanea la riflessione che ciò cui stavamo lavorando non era null’altro, a tutti gli effetti, che un grosso, enorme, vaso, di ampia superficie (2000 mq circa, per l’appunto) e scarsa profondità (dai 15 ai 25 cm, a seconda delle zone).

Tuttavia se il sistema funziona su grandi superfici dovrebbe funzionare anche su piccole superfici, un vaso è un vaso, grande o piccolo che sia!!!

In quel periodo stavo cambiando casa, trasferendomi da una cascina fuori città ad un alloggio in pieno centro, dotato di un lungo ballatoio, e mi frullava per la testa l’idea di sfruttare questo spazio esterno per coltivare qualche cosa, possibilmente non la solita sfilza di balconette ripiene di gerani zonali rossi e surfinie magenta acceso.

La possibilità alternativa suggeritami dall’esperienza del giardino pensile era quella di realizzare dei grossi vasi appesi in qualche modo al balcone e riempiti con il sistema inventato per il verde pensile, così avrei avuto con poco spessore (e peso) una superficie vasta a sufficienza per coltivarvi svariate specie. A seguito di lunghi colloqui con artigiani e professionisti (fabbri ed ingegneri, nella fattispecie) giunsi finalmente al progetto finale: dei contenitori in lamiera zincata appesi al muro con robuste staffe.

(1) in attesa di riempimento (da notare le staffe) (2) telo drenante

Così mi feci costruire 4 vasche, due lunghe 3 metri, due lunghe un metro, larghe e profonde 25 cm, assicurate al muro grazie all’abile ed ingegnoso lavoro di due bravissimi fabbri. Ed il lavoro doveva essere abile, abito al sesto piano ed il giardino è appeso a sbalzo sul cortile interno del condominio, insomma situazione piuttosto vertiginosa……

A naso in sù

Costruiti, collocati e verniciati i contenitori venne finalmente il momento di sistemare il contenuto, ovvero il substrato e le piante. Avendo appena terminata la realizzazione del tetto piano mi rimanevano, insieme all’esperienza, anche i “rimasugli”, ovvero ritagli dei vari strati drenanti e filtranti, oltre alla giusta quantità di substrato.

(3) foro di drenaggio e vaschette di riseva idrica (4) telo filtrante

Il substrato è particolarmente importante, deve essere drenante, ma con una buona capacità di ritenzione idrica, poroso in modo da non diventare asfittico, leggero.

La formulazione di quello che io ho usato consiste in una miscela di lapillo vulcanico, compost, torba, laterizio macinato, un insieme molto grossolano, facilmente lavorabile sia dal giardiniere, sia dalle radici.

(5) finalmente si pianta (6) giardino in balcone appena terminato (7) vasca appena finita

E le piante? Il meglio delle nanità botaniche provenienti dal mio vecchio vivaio, avevo a disposizione ben 2 mq di superficie (!!!) e potevo quindi sbizzarrirmi a coltivare di tutto, l’importante è che non fosse di dimensioni eccessive.

(8) prima estate (9) sotto la neve

L’elenco delle specie coltivate è piuttosto lungo, parte da Acantholimon e finisce a Weigela (sorry, non dispongo di nanità il cui nome inizi per z!), passando per Cyclamen, Festuca, Iris, Pelargonium, Salix; sono ormai tre anni che il sistema è avviato e devo dire che di soddisfazioni ne traggo sempre molte, insomma l’esperimento sembra riuscito!!!

(10) Acantholimon glumaceum (11) Allium senescens

(12) Berberis 'Kobold' (13) Chasmatophyllum musculinum

Ovviamente qualche pianta non ce l’ha fatta e questo mi ha dato occasione per nuove acquisizioni ma poi qualche buchetto lo si trova sempre, o lo si realizza con le giuste potature, così negli anni si sono aggiunte le bulbose (tulipani, narcisi, crocus, fritillarie), qualche felce e gli ultimi impianti di quest’estate, un Hosta nana regalatami da un maestro bonsai ed una rosa nana (un giardino senza rose non è un giardino!!!) proveniente da una talea raccolta in un giardino condominiale che ho in manutenzione.

(14) Crocus fleischeri (15) Hypericum aegypticum

(16) Iris pumila 'Silkie' (17) Nananthus vittatus

(18) Spiraea bullata e Pinellia ternata (19) Sedum palmeri (20) Weigela 'Tango'

Per finire alcuni simpatici personaggi che abitano il balchino (balcone-giardino): il nano Piantalo, tranquillamente appisolato all’ombra della Quercus coccifera, carezzato dalle fronde del Ceterach officinarum, e la fata Zappina che coccola il suo coniglio Rosikkio, seduta al piede di Crassula sarcocaulis.

(21) nano Piantalo (22) fata Zappina

Crassula sarcocaulis

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