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‭“‬Opunzia‭” ‬o meglio‭ “‬ Ficodindia‭” (‬storia e proprietà... di Opuntia ficus indica‭)

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Opuntia: com'è fatta Opuntia: com'è fatta Stampa di John James Audubon,‭ ‬1840-44

Visto che nel forum si parla spesso di cactacee e succulente che vezzeggiativamente sono chiamate‭ “‬grassine‭”‬,‭  ‬ho deciso di dedicare questo articolo a una grassona...

...cresce spontaneamente e in gran quantità nella mia terra‭ (‬Sicilia‭) ‬e in molte altre regioni d'Italia,‭ ‬dalla Liguria alla Toscana e da centro in giù.‭
A parer mio una delle piante da frutto a cui si presta minore‭  ‬attenzione,‭ ‬tuttavia che incontro dappertutto,‭ ‬considerata meno nobile di altre piante coltivate‭ (‬olivo/‭ ‬vite/‭ ‬agrumi‭)‬,‭ ‬ma ad esse spesso consociata,‭ ‬è sicuramente‭  ‬il‭ “‬Ficodindia‭” (‬Opuntia ficus indica‭)‬.

Qualche informazione botanico-scientifica...

La pianta,‭ ‬succulenta della famiglia delle cactacee‭  ‬è formata da più fusti appiattiti ovaliformi chiamati cladodi‭ (‬o‭ “‬Pale‭” ‬sopratutto nel mio dialetto‭) ‬che si inseriscono e crescono in più elementi‭  ‬uno sull’altro e danno alla pianta un aspetto arborescente.‭ ‬Lunghi da trenta a cinquanta cm,‭ ‬verdi per la presenza di clorofilla,‭ ‬sostituiscono,‭ ‬le foglie nella fotosintesi clorofilliana,‭ ‬ridotte solo a piccole escrescenze coniche nei cladodi appena spuntati e che presto cadono.‭

Compressi lateralmente e formati da una cuticola cerosa‭  ‬all’esterno,‭ ‬resistente,‭ ‬che limita la traspirazione e protegge dall’attacco dei parassiti,‭  ‬copre una polpa formata da‭  ‬parenchima acquifero formato da ammassi cellulari che fungono da riserva d’acqua‭  ‬e che avvolge un reticolo fibroso legnoso composto da fasci di vasi che si intrecciano a forma di rombo.‭ ‬Dopo tre o quattro anni i cladodi‭  ‬alla base della pianta diventano legnosi e più tondeggianti,‭ ‬fanno quasi da tronco e conferiscono alla pianta un aspetto da strano albero.‭  ‬Da teneri e immaturi si possono anch’essi consumare cucinati in diversi modi.‭ ‬I cladodi vengono ancora usati,‭ ‬come foraggio verde nell'alimentazione del bestiame nei periodi di siccità.‭ ‬Tagliati a pezzetti e miscelati con crusche e sfarinati vari.

I frutti tondeggianti ovali a forma di barilotto contengono la polpa colorata e dolcissima piena di semi‭ ‬.‭ ‬Dapprima verdi,‭ ‬a maturazione diventano esternamente colorati‭  ‬in giallo,‭ ‬arancione,‭ ‬rosso o bianco a seconda della varietà.‭
La‭ “‬muscaredda‭” ‬dai frutti bianchi per me forse la più pregiata e delicata al palato.‭ ‬La più comune dai frutti giallognoli o arancioni.‭ ‬La rossa chiamata‭ “‬sanguigna‭” ‬che da bambino mi attirava molto.

Foto‭ © ‬Tomás Castelazo

I fiori splendidi e poco ammirati spuntano alla sommità dei frutti verdi nel mese di maggio giugno.‭ ‬Il colore dei petali ne indica la varietà.‭ ‬La cuticola dei frutti come quella delle pale e ricoperta da areole piene di corte spine diverse che si distinguono‭  ‬in quelle propriamente dette spine più o meno a seconda della cultivar e che possono mancare del tutto.‭ ‬Altre molto piccole e sottili che riescono persino a volare con il vento se mosse da qualcuno o qualcosa,‭ ‬e che prendono il nome di‭  ‬Glochidi‭ (!)‬.‭ ‬Questi sono sempre stati il mio incubo,‭ ‬perché molto subdoli essendo‭  ‬uncinati e difficilmente rimovibili in quanto si rompono facilmente.‭ ‬Ho ancora negli occhi l’immagine‭  ‬di noi bambini che tenevamo le dita allargate per il fastidio delle punture in quanto inavvertitamente venuti a contatto con essi.‭ ‬Un’impresa ardua per le mamme,‭ ‬quella di togliere le spine dalle manine sofferenti.‭

La pianta si riproduce facilmente come tutte le cactacee per talea,‭  ‬di cladodi interi o parte di essi;basta semplicemente appoggiarle sul terreno,‭ ‬per avere l’immediata radicazione.‭

Notizie di carattere generale:‭
Anche se non sembra il fico d’india è una pianta con tanto di permesso di soggiorno‭  ‬e passaporto in regola.‭
Extra comunitario,‭ ‬arrivato con Cristoforo Colombo già dalla prima spedizione nel corso della‭  ‬scoperta delle Americhe.‭
Pianta originaria delle zone calde e aride del Messico,‭  ‬è‭  ‬americana DOC,‭ ‬in quanto già da tempo se ne faceva uso nelle popolazioni indigene ed in epoche precolombiane.‭ ‬Resta ancora raffigurata nella bandiera messicana,‭ ‬e in sculture Azteche,‭  ‬Maia e Incas.

Opuntia,‭ nel ‬simbolo della bandiera messicana

Ora dopo tanti secoli di permanenza in Italia a buon diritto merita la cittadinanza‭  ‬Onoraria,‭ ‬anche perché da tempo immemorabile fa parte delle diete soprattutto delle popolazioni meridionali‭ (‬è pure parte integrante nella iconografia del panorama siciliano‭)‬.
In tempi ormai lontani è stata usata come recinzione dissuadente‭ (“‬Aia‭” ‬di fico d’india‭) ‬dei confini di feudi‭  ‬e terreni con le varietà terribilmente spinose dei cladodi,‭  ‬viceversa come alimento,‭ ‬da tempi immemorabili,‭ ‬ha levato d’impiccio molti che in passato se ne sono nutriti dando loro la possibilità di tirare avanti in momenti difficili.‭ ‬Ho conosciuto persone che mi raccontavano storie di miseria e fame vera,‭ ‬vinta grazie all’uso alimentare di questo frutto....‭ ‬e storie di scommesse fatte per vedere chi fosse capace di mangiarne di più.‭ ‬Ricordo il racconto di un anziano contadino ex bracciante agricolo‭  ‬che una volta in coppia con un amico,‭ ‬ha mangiato centinaia di frutti di una siepe solo per fare uno scherzo e una ripicca al datore di lavoro troppo tirchio e avaro nel concedere altri frutti dei campi.‭ ‬Scherzi d’altri tempi‭!
Si narra che in alcune zone dell’entroterra siciliano dove i vigneti erano la coltura principale,‭ ‬era uso comune offrire a colazione ai vendemmiatori i frutti dell'opuntia,‭ ‬ebbene non per gentilezza come si potrebbe pensare,‭ ‬ma solo per riempire la pancia degli operai che avrebbero così consumato meno uva,‭ ‬più pregiata commercialmente.‭ ‬Mah‭! … ‬la miserabile mente umana‭…‬..‭!

Largo uso si è fatto dei frutti di ficodindia come correttivo zuccherino di mosti,‭ ‬in buona compagnia di carrube e mosto bollito e ristretto.‭

Il suo contenuto:‭ ‬Acqua‭ ‬56/58%‭ ‬,‭ ‬ Zuccheri‭ ‬18/20%,‭ (‬ Glucosio,‭  ‬Fruttosio,‭  ‬Saccarosio‭)  ‬ Protidi‭ ‬4/6%‭ ‬quindi‭ ‬amminoacidi.‭ ‬Soprattutto ricca di sali di calcio-potassio,‭ ‬magnesio Vitamina"C‭"   ‬acidi organici:‭ ‬Acido citrico‭ ‬-‭ ‬Acido malico‭ ‬-‭ ‬Acido ossalico.‭ ‬Inoltre buono è l’apporto in fibre vegetali che sono una quota importante sia nei frutti che nei cladodi,‭ ‬il ficodindia è uno dei frutti più sostanziosi e benefici per il nostro corpo.‭ 
Unico neo di questo frutto è la presenza di numerosi semini che al palato non sempre sono graditi e che a volte possono provocare qualche problema intestinale‭ (‬però sembra che nei cosiddetti‭ “‬Scuzzulati‭” ‬dovrebbe essere in quantità minore‭)‬.
Qui tutti ne conosciamo le benefiche proprietà a cominciare da quelle depurative e diuretiche.‭
Un uso medicinale si è fatto perfino dei fiori secchi tuttora venduti in erboristeria come rinfrescanti e antinfiammatori naturali.‭ ‬Addirittura i cladodi spellati con le mucillagini della polpa venivano usate come lenitivo e rinfrescante sulla pelle in caso di ustioni o altre irritazioni esterne.‭ ‬Insomma una pianta eclettica e multi-funzione che messa in contrasto alla rudezza delle forme diventa un preziosa alleata dell’uomo.‭

Foto‭ © ‬Antonino Cangialosi

Diventata in Sicilia una coltura essenziale per l’economia di territori che altrimenti sarebbero rimasti marginali,‭ ‬ha fatto si che la Sicilia sia diventata la seconda produttrice mondiale di questi frutti.‭  ‬Importanti coltivazioni di opunzia sono nel catanese e nella Valle del Belìce.‭ 

Un’altra importante pratica colturale che rende il prodotto più pregiato e la cosiddetta‭ “‬Scozzolatura‭” ‬che consiste nel‭  ‬togliere,‭ ‬entro la prima decina di giugno,‭ ‬tutti i nuovi germogli frutti compresi.‭ ‬Nella mia zona si dice che va fatta per S.Antonino il‭ ‬13‭ ‬giugno.‭ ‬Questo attiverà nella pianta una nuova produzione di germogli e frutti‭ ‬,‭ ‬tranne che nel primo anno in cui si esegue,‭ ‬ma ne ritarderà la maturazione fino a novembre.‭ ‬I frutti così ottenuti saranno più saporiti turgidi e freschi inoltre generalmente più grossi in quanto la pianta ne ricaccerà meno che in tempi normali.‭

In cucina oltre al consumo fresco e tal quale dei frutti sbucciati esistono diversi modi di consumare i frutti.‭


Anche le pale tenere come accennavo prima possono essere mangiate cucinate in vari modi‭  ‬io ne ho esperienza diretta.‭ ‬Chiamati‭ “‬Nopal‭” ‬in centro America‭ ‬,‭ ‬i giovano cladodi sono ricchi in diverse sostanze benefiche nelle diete dimagranti,‭ ‬specialmente di obesi e diabetici.‭


Fra l’altro il loro gusto se ben cucinati non è male e ricordano in qualche modo i peperoni verdi.‭ ‬Pure le bucce una volta tolto il frutto possono essere conservate,‭ ‬dopo essere state ripulite dalle spine,‭ ‬essiccate e consumate in seguito fritte con una panatura di farina.‭

 Per chi non li abbia mai sbucciati allego le seguenti foto per evitare di incorrere in spinose e fastidiose esperienze‭ ‬:-‭)‬:

Foto‭ © ‬fxcuisine.com

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