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Garden Design

Le basi del garden design; idee, concetti, piante base, per creare un giardino d'interesse e non banale... a cura dell'Arch. Arianna Lanzone (www.ariannalanzone.it)

Cos'è un giardino?
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Scritto da: Architetto Arianna Lanzone

Cos'è un giardino?

Da sempre il giardino ha incarnato la proiezione dell’immaginario, del pensiero e delle speranze di una società, ed è stato il laboratorio delle conoscenze, delle tecniche e delle sperimentazioni del suo tempo.

Oggi il giardino è divenuto il mezzo più diretto per riappropriarsi di quel rapporto con la natura che nella nostra società industriale è andato perso.

Purtroppo è ancora troppo diffusa l’idea di giardino come elemento esclusivamente decorativo e quindi non indispensabile al nostro quotidiano. Nulla di più sbagliato, poiché sono ormai scientificamente provati i numerosi benefici derivanti dal vivere a contatto con in verde, soprattutto in ambito urbano: la regolazione del microclima, l’isolamento acustico e visivo, l’abbattimento delle polveri sottili, fino alla riduzione dello stress e al miglioramento del benessere psico-fisico.

Ci sono regole fisse per disegnare un giardino? La scelta poi sarà definitiva?
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Scritto da: Architetto Arianna Lanzone

Ci sono regole fisse per disegnare un giardino? La scelta poi sarà definitiva?

Poiché incarna il ‘nostro’ immaginario, il giardino deve rispecchiare inevitabilmente la sensibilità e la cultura di chi lo costruisce e lo cura. In linea di massima un giardino non può prescindere dall’ambiente in cui viene collocato e l’osservazione del paesaggio circostante dovrebbe essere la fonte principale da cui prendere ispirazione: dallo studio della vegetazione, dai materiali, dai colori del territorio possiamo infatti dedurre molte informazioni utili per fare in modo che il nostro giardino si leghi armoniosamente con ciò che lo circonda.

Solo uno spazio completamente chiuso, come un giardino in città circondato da alti palazzi, può essere progettato in piena libertà: come un’oasi nascosta, esso può essere pensato come un piacevole contrasto rispetto all’intorno.

Ricordiamoci poi che un giardino non è mai uguale ma si evolve continuamente: le piante crescono, invecchiano, muoiono… Trascorrono le stagioni e gli anni, e noi osserviamo, capiamo e ...impariamo! E poi seminiamo, piantiamo, spostiamo e sostituiamo… il giardino è pur sempre un laboratorio!

Ovviamente la collocazione di un albero avrà un maggior impatto rispetto a una semplice perenne, per questo esso richiederà una maggior ponderazione nella scelta di specie e posizionamento. Sarà importante quindi avere sempre un progetto che guidi l’organizzazione del giardino almeno nelle linee generali.

Come posso dare una buona ossatura di partenza al mio giardino?
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Scritto da: Architetto Arianna Lanzone

Come posso dare una buona ossatura di partenza al mio giardino?

Abbiamo detto dell’importanza di avere un progetto.

Innanzitutto dobbiamo partire dall’analisi dello stato di fatto e capire quali sono i pregi (o meglio le potenzialità) e i difetti del nostro spazio: una brutta vista da schermare, un vecchio albero da conservare, uno scorcio da valorizzare, sono tutti elementi su cui ragionare per sviluppare la nostra idea.

Un giardino deve poi riflettere i gusti e le abitudini dei proprietari, perciò sarà indispensabile un’attenta analisi del nostro modo di vivere, per decidere cosa vogliamo dal nostro spazio verde: un posto per giocare, un orto, un angolo per il relax, ecc.

Da ultimo, ma importantissimo, il giardino deve tenere conto della nostra disponibilità finanziaria: non è assolutamente detto che il progetto meno costoso sia il meno attraente! L’importante è che sia concepito in quel modo fin dall’inizio e venga poi realizzato con cura.

Che stile posso scegliere per il mio giardino?
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Scritto da: Architetto Arianna Lanzone

Che stile posso scegliere per il mio giardino?

Lo stile è il filo conduttore: il giardino va pensato secondo un piano d’insieme organico che, se manca, darà risultati mediocri. Sinteticamente, possiamo distinguere due stili:

- Lo stile CLASSICO. Conferisce un tono preciso allo spazio attraverso l’uso di linee ordinate, elementi simmetrici, che danno all’occhio una direzione da seguire. La natura viene costretta in forme geometriche e usata come diaframma per dividere gli spazi. Con questo stile il giardino diventa il mezzo di transizione tra l’architettura della casa e il paesaggio circostante.

- Lo stile NATURALE. Sicuramente il più di tendenza in questi ultimi anni, grazie anche al lavoro di famosi paesaggisti come Piet Oudolf. In un giardino di questo tipo, le piante vengono cresciute in forme naturali e combinate in modo da emulare la vegetazione spontanea: tutto ciò potrebbe sembrare meno impegnativo rispetto al precedente stile, ma in realtà non è così. Si tratta infatti di un ‘disordine sorvegliato’ dove ogni spazio è solo apparentemente lasciato a sé visto che in realtà è tutto rigorosamente progettato e governato. Senza dubbio molto affascinante, lo stile naturale, per dare buoni risultati, implica grande sensibilità nella composizione e una approfondita conoscenza delle piante.

Giocare sui contrasti o sulle armonie?
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Scritto da: Architetto Arianna Lanzone

Giocare sui contrasti o sulle armonie?

Un giardino deve sposarsi sempre con lo stile della casa.

Una casa moderna con vetrate e muri squadrati starà bene con masse morbide dalle forme e dai colori in contrasto, ma anche con piante disposte in maniera geometrica o dalle forme architetturali (es. Phormium, Cycas, Agave, Bambù, Palme, ecc.) indispensabili per la creazione di uno stile contemporaneo.

Per una casa di campagna invece si preferiranno piante e arbusti in un controllato disordine.

Se la casa appartiene a una epoca precisa, lo stile del giardino e la scelta delle piante dovrebbero trarre ispirazione dalla moda di quel periodo: se ad esempio la nostra casa risale all’inizio ‘900 non potranno mancare peonie e glicini, al tempo molto usati.

Un’altra strada è quella di giocare con l’ECLETTISMO, giustapponendo stili diversi (es. classico/naturale) o introducendo elementi esotici o provocatori all’interno di un contesto tradizionale. Pensiamo ad esempio alle siepi rigide che inquadrano una vegetazione disordinata: se ben gestita è una soluzione d’effetto, che gioca sullo stato di tensione che scaturisce dall’incontro di elementi contrapposti. 

Foto © http://www.ariannalanzone.it/

Non so proprio da dove cominciare per creare il mio giardino, qualche consiglio (linee/ massa/ colore/ struttura)?
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Scritto da: Architetto Arianna Lanzone

Non so proprio da dove cominciare per creare il mio giardino, qualche consiglio (linee/ massa/ colore/ struttura)?

Una volta stabilite le varie zone in cui suddividere il giardino, in base alle potenzialità e alle funzioni che in esso vogliamo inserire, si lavorerà per layers, ovvero in base a diversi tematismi (che seguono una certa logica d'insieme, ma che non per forza devono esserci sempre tutti nello stesso contesto):

1 – scelta e posizionamento degli elementi che formano la struttura (elementi architettonici decorativi, alberi, grandi arbusti e siepi con funzioni di schermatura, erbacee e graminacee, sempreverdi o comunque interessanti anche in inverno)

2 – scelta e posizionamento di piante che compongono le singole bordure (piante e arbusti con funzione di punto focale, che definiscono la gamma cromatica)

3 – scelta e posizionamento di piante con interesse che varia a seconda delle stagioni (perenni: graminacee, felci, bulbose…)

4 – eventuale scelta e posizionamento di piante con valenza temporanea (annuali)

La scelta delle piante dovrà essere incentrata da un lato sulla ricerca di scalarità nelle fioriture e presenza di aspetti decorativi durante tutto l’anno, dall’altro sulla selezione delle piante che meglio si adattano al nostro giardino per clima, esposizione, tipo di terreno.

Come creare un punto focale nel mio giardino?
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Scritto da: Architetto Arianna Lanzone

Come creare un punto focale nel mio giardino?

Se nel nostro spazio non ci sono elementi interessanti in grado di catturare l’attenzione e caratterizzare i diversi angoli del giardino (es. una fontana, una roccia particolare, un vecchio albero scultoreo, ecc.) dobbiamo pensare ad introdurre noi nuovi punti focali e includerli nella organizzazione generale del giardino.
A maggior ragione se siamo circondati da brutti panorami dovremo fare in modo che lo sguardo venga sempre attratto da qualche elemento all’interno della proprietà.

Quali strumenti abbiamo a disposizione?

- Una seduta è la più semplice e immediata soluzione: essa attira naturalmente attraverso i percorsi del giardino, perciò la disposizione anche di una semplice panca dovrà essere pensata attentamente. 

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- L’acqua rappresenta sempre una forte attrattiva all’interno del giardino, sia essa in movimento, come nelle cascate, fontane e giochi d’acqua, o ferma in uno stagno. Se lo spazio è limitato anche una semplice pozza per abbeverare gli uccelli può dare vitalià al più piccolo degli angoli. 

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- Piccoli alberi o arbusti con foglie, fiori, frutti o corteccia particolari possono dare un forte accento ad un angolo del giardino, ma anche valorizzare uno scorcio o una vista dall’interno della casa, specialmente durante la stagione invernale. Esclusi i grossi giardini, le piante di accento dovrebbero essere di modeste dimensioni e usate con parsimonia per non creare disordine.

- Le sculture e le statue vanno usate con attenzione: meglio orientarsi su pochi pezzi forti e proporzionati agli spazi, ma soprattutto evitare ornamenti eccessivi per non distogliere l’interesse dalla vegetazione che, ricordiamoci, deve restare sempre la protagonista del giardino. 

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- Infine, ci sono altri elementi decorativi più semplici e facili da inserire che possiamo usare per caratterizzare un angolo: vasi, abbeveratoi per gli uccelli, lanterne, mobili, ecc...

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Cosa vuol dire ‘texture’ nel linguaggio tecnico del garden design?
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Scritto da: Architetto Arianna Lanzone

Cosa vuol dire ‘texture’ nel linguaggio tecnico del garden design?

La texture (tessitura) descrive l’effetto di chiaroscuro determinato da foglie, rami e dagli organi della pianta, ed è percepita essenzialmente per contrasto tra le tessiture di elementi continui. Le foglie ad esempio possono essere più o meno lineari, nastriformi, semplici, lobate, ecc. così come i fiori possono essere a spighe verticali, corolle orizzontali, ecc.: l’immagine complessiva della pianta, dipenderà dall’insieme di tutte le parti che la compongono.

Il colore è quindi solo uno degli aspetti da tenere in conto durante la progettazione di un giardino, dato che forma e trame delle piante sono aspetti altrettanto importanti. L’effetto più emozionante si otterrà combinando texture contrastanti (es. spighe e corolle piatte e globose a fianco di un velo di fiori minuscoli), oppure accostando fiori della stessa forma ma con grandezze molto diverse.

Posso creare un giardino interessante anche con la vegetazione ridotta al minimo?
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Scritto da: Architetto Arianna Lanzone

Posso creare un giardino interessante anche con la vegetazione ridotta al minimo?

Un giardino minimale, ovvero con un uso ridotto della vegetazione, può essere d’effetto tanto quanto un giardino lussureggiante. In questo caso però, poiché l’elemento preponderante sarà l’hardscape (elementi strutturali e arredi) l’attenzione per i dettagli e la scelta di una gamma ristretta di colori e forme diventa ancora più importante. Questo tipo di approccio ben si sposa con materiali moderni quali cemento, acciaio, vetro ecc. e con colori neutri come grigio, beige, bianco e nero, declinati nelle varie tonalità.

Il softscape (le piante) non è più protagonista del giardino, ma viene ridotto al minimo e trattato al pari delle altre componenti del progetto: il prato come una pavimentazione, gli alberi e gli arbusti come strutture verticali, le aiuole di erbacee e graminacee come riempimenti.

Le specie e le varietà di piante scelte sono ridotte al minimo e ripetute secondo schemi precisi. Si fa largo uso di sempreverdi, spesso in forme topiate, e di fogliami dai colori particolari, da far risaltare sugli sfondi neutri dell’hardscape.

Come scegliere una pavimentazione e un arredamento appropriati?
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Scritto da: Architetto Arianna Lanzone

Come scegliere una pavimentazione e un arredamento appropriati?

Gli arredi e la pavimentazione possono creare un legame tra l’architettura e il giardino, riproponendo lo stile della casa, specialmente nei piccoli spazi, la loro scelta ha un ruolo importante perché i diversi elementi si relazionano gli uni agli altri in modo più diretto.
Stile, materiali e posizione di pavimentazioni e arredamento dipenderanno soprattutto dal nostro gusto personale, ma in generale possiamo dire che materiali e mobili moderni si adatteranno bene a contesti contemporanei ma anche a giardini più classici e di campagna, mentre l’inverso sarà più difficile.

Come regola generale consiglio di selezionare poche caratteristiche da ripetere, in modo da creare uniformità visiva tra gli spazi. Qualche esempio:
- Vasi della stessa forma ma dimensione diverse, e viceversa
- Arredo dello stesso colore
- Pavimenti dello stesso materiale ma in formati diversi (selciato, ghiaia, cubetti, ecc.)

 

Qualche idea per creare angoli privati, nascosti in giardino?
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Scritto da: Architetto Arianna Lanzone

Qualche idea per creare angoli privati, nascosti in giardino?

In un giardino di grandi dimensioni la divisione dello spazio in compartimenti o stanze è un artificio utile non solo per portarlo ad una scala più umana, ma anche per permetterci di ricavare spazi più intimi o angoli nascosti capaci di generare sorpresa quando vengono scoperti.

Ogni spazio è tanto più interessante quanto più noi non riusciamo a percepirne tutti i limiti e gli elementi con un solo sguardo, e questo vale per ogni tipo di giardino, indipendentemente dalle sue dimensioni. Quali soluzioni allora?

- Un passaggio attraverso un divisorio (una siepe, un muro, un arco, ecc.) stimola la curiosità invitando ad addentrarsi e a proseguire l'esplorazione del giardino. 

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- Una seduta permanente, posta in un angolo defilato, può diventare un elemento decorativo interessante, che invita naturalmente alla sosta. 

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- L’illuminazione d’accento arricchisce il giardino nella notte e lo trasforma in un teatro: gli spot sono utilissimi per valorizzare un angolo, un albero o un elemento decorativo, creando un ambiente particolare.

 

La maggior parte dei giardini che vediamo ha un prato, perché? Posso creare un giardino senza prato?
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Scritto da: Architetto Arianna Lanzone

La maggior parte dei giardini che vediamo ha un prato, perché? Posso creare un giardino senza prato?

Il mito del prato inglese è ancora una presenza immancabile nei giardini di tutto il mondo, compresi quelli in zone climatiche del tutto inadatte a ospitare il tappeto erboso.

Se da un lato infatti i ‘pratini’ sono indubbiamente piacevoli, per mantenere inalterato il loro colore verde nel corso dell'anno essi hanno bisogno di piogge frequenti o, in loro assenza, di irrigazioni abbondanti pressoché giornaliere nella bella stagione: uno spreco oggi non più accettabile. Si aggiungono poi situazioni particolari in cui è difficile passare il tosaerba o dove il prato non riesce a crescere per svariati motivi (eccessiva ombra, terreno troppo asciutto, ecc.).

Quali alternative allora?

Le soluzioni sono diverse e tutt’altro che di effetto banale:

- seminiamo un prato fiorito (wildflowers): un vero e proprio prato (quasi) naturale dall’elevato valore paesaggistico, notevole rusticità, che non necessita delle cure e della manutenzione di un prato inglese. Ovviamente il miscuglio da scegliere deve essere adatto alle condizioni ambientali locali: le specie da fiore selezionate (e certificate) eviteranno sprechi di acqua, concimi, diserbanti e fungicidi, ripetuti interventi di taglio, e formeranno un’oasi di elevata biodiversità. 

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- lasciamo il prato incolto: scegliamo di non falciare ma di mantenerne una parte incolta, che diventerà simile ad una prateria. Definiamo l’area con limiti netti e al suo interno tagliamo l’erba per tracciare un sentiero: sarà un esperienza affascinante camminare tra le farfalle e gli altri insetti impollinatori, e nel tempo risparmiato allo sfalcio avremo più tempo per goderci il giardino. 

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- Utilizzo di piante coprisuolo: l’uso di piante che si sviluppano orizzontalmente andando ad occupare in breve tempo la superficie disponibile, grazie al loro apparato radicale e al portamento strisciante, è la soluzione migliore per le zone difficili da manutenere. Se le piante vengono scelte adeguatamente inoltre ridurremo anche il consumo idrico e l’uso di fertilizzanti. Attenzione però a non scegliere specie troppo invasive, potremmo incorrere nel problema inverso! 

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- Utilizzo di ghiaia e altri materiali inerti come coprisuolo: le immagini del Gravel Garden di Beth Chatto parlano da sé su come si possa creare un bellissimo giardino senza prato. E’ senz’altro la soluzione più adatta a contesti mediterranei assolati, dove l’acqua non può essere sprecata, e soprattutto dove un prato all’inglese stonerebbe con il colore della vegetazione spontanea e del paesaggio bruciato dal sole. 

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3 erbacee/ 3 arbusti / 3 elementi strutturali/ 1 albero... che non dovrebbero mai mancare in un giardino?
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Scritto da: Architetto Arianna Lanzone

3 erbacee/ 3 arbusti / 3 elementi strutturali/ 1 albero... che non dovrebbero mai mancare in un giardino?

3 erbacee:
- Geranium himalayense x wallichianum ‘Rozanne’

Foto © Un quadrato di giardino

- Miscanthus sinensis ‘Morning light’
- Euphorbia amygdaloides var. robbiae

3 arbusti:
- Cornus alba 'Baton Rouge'
- Chimonanthus praecox
- Lonicera nitida (per ars topiaria)

3 elementi strutturali:
- una vasca d’acqua
- una seduta all’ombra
- un oggetto o pianta che ci faccia sentire nostro il giardino

1 albero:
- Malus floribunda

 

Un quadrato di giardino
    • Vivaio Piante Insolite

      Località Due Case
      Podenzano, 29027, PC (IT)
      Lun - Sab: 8.30 - 12.30 / 15.00 - 18.00
      Dom: Periodo autunno-inverno solo su appuntamento.
      Aperto fuori orario su appuntamento.
      telefono +393284181208
      email info@unquadratodigiardino.it

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